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日志


2008/1/29

Gennaio 2008: pronta la missione europea per il Darfur

Cari amici,

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, un monito pesante alle vecchie e nuove generazioni affinché non si ripeta il fallimento dell' umanità negli anni bui del secolo scorso.

Continuiamo a ripetere "Mai più", come fosse ormai uno slogan pubblicitario, un'icona del nostro tempo, la marca di un vestito alla moda. Proprio come un abito da sera, lo indossiamo solo per le grandi occasioni. Così, il giorno dopo, il "Mai più" pronunciato senza pudore suona invece come una condanna per gli oltre due milioni di sfollati e i 200.000 profughi del Darfur, vittime di un genocidio che la comunità internazionale stenta a riconoscere. Ma anche Somalia, Zimbabwe, Congo, Cecenia, Vietnam, Tibet, Cambogia, Filippine, Iran: un mare di dolore e silenzio in cui smarrirsi, ma nel quale navigano intrepidi eroi della solidarietà, laici e religiosi.

Abbiamo già denunciato, in un recente rapporto, come il contingente UNAMID (26.000 uomini, che si sarebbero dovuti dispiegare in Darfur entro la fine di dicembre secondo quanto stabilito dalla risoluzione 1769 delle Nazioni Unite) sia ben lontano dall'essere operativo. Ad oggi solo 2000 caschi blu si sono uniti ai 7000 dell'Unione Africana, già presenti nel territorio, senza armi e mezzi di trasporto. Ora sta per partire una missione europea, 3700 uomini, provenienti per lo più dalla Francia, storicamente legata al destino dei due Paesi, ma anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria, Belgio e Irlanda, che saranno impiegati lungo il confine con il Ciad e la Rep. Centrafricana, sotto la guida di Parigi che fornirà anche 10 elicotteri. L'Italia parteciperà con un centinaio di uomini del personale militare medico e delle trasmissioni e attraverso la quota di finanziamento richiesto dall' Unione Europea per coprire i costi previsti della missione, pari a 99.200.000 euro, per una durata di almeno 12 mesi: in questo periodo dovrà garantire protezione e sicurezza ai profughi del Darfur.

A febbraio ricorre l'anniversario dell'inizio del conflitto, dal quale sono già passati cinque lunghi anni: Italians for Darfur e Art. 21 organizzano, a Roma, un evento in memoria del tragico inizio del conflitto. L'azione di Italians for Darfur continua anche a livello locale, per proporre la deliberazione per il Darfur: qui il testo approvato, che vi invitiamo a portare all'attenzione dei vostri consiglieri comunali.   

Dal blog:

Nulla cambia in Darfur

Il 2008 doveva essere l’anno della speranza per il Darfur. E invece, pochi giorni fa, un convoglio della forza di pace UNAMID è stato attaccato dall’esercito sudanese. Immediata la protesta del segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki Moon, arrogante e irricevibile la risposta del Ministro della difesa del Sudan il quale ha affermato che a sbagliare erano stati i peacekeepers che non avevano comunicato il loro tragitto. E se il buongiorno si vede dal mattino…

Il 31 dicembre è stato ufficialmente insediato il comando della nuova missione Onu nella martoriata regione sudanese.
Ma dei 26mila uomini previsti per il dispiegamento della forza di pace, al momento ne sono arrivati ad Al Fasher, cuore dell’insediamento militare, circa duemila - per lo più cinesi - i quali si sono affiancati ai settemila caschi verdi dell’Unione africana che dal 2004 avrebbero dovuto assicurare, almeno sulla carta, il ‘controllo’ dell’area in conflitto. Cosa che in quattro anni non sono riusciti a garantire.
I massacri sono continuati, attualmente si stimano tra i 300 e i 400 mila morti e oltre 2 milioni e mezzo di rifugiati.
Insomma, il contingente annunciato e autorizzato dalla risoluzione approvata all'unanimità dal Palazzo di Vetro lo scorso agosto, è rappresentato da una parodia, una farsa mediatica che ha visto i caschi verdi dell’Ua indossare quelli blu dell’Onu… azione tra l’altro contestata dall’ambasciatore sudanese il quale ha annunciato che “Karthoum eccepisce sulle uniformi dei soldati”.
Ma sono ben altre e ben più gravi le contestazioni dei vertici di Khartoum, che continuano a mettere in atto un ostruzionismo nemmeno più tanto subdolo, ma più che palese. Dopo avere vietato i voli notturni e limitato quelli dei C130 dell’Onu, hanno annunciato che non accetteranno la presenza di truppe non africane, no a svedesi, nepalesi e tailandesi.
E, se non bastasse, mancano ventiquattro elicotteri indispensabili per la perlustrazione dell’area in conflitto, grande quattro volte la Francia.. [
...]

Lo stupro come arma: il Darfur è anche questo.

Dal 2003, inizio del conflitto in Darfur, migliaia di donne e bambine sopra gli otto anni sono state stuprate e ridotte a schiave sessuali dai miliziani janjaweed. Gli attacchi avvengono spesso mentre le donne si allontanano dai campi profughi, per le normali attività di ogni giorno, e gli stupratori sono quasi sempre in gruppo. Di ritorno al campo, le donne vengono rinnegate dalle loro stesse famiglie.
Lo scopo dei janjaweed, con la complicità delle forze regolari sudanesi, è infatti umiliare, punire, controllare, e terrorizzare la comunità da cui provengono. Lo stupro diventa così un'arma e porta, oltre al trauma in sè, le mutilazioni genitali, le ferite, l'alto rischio di contrarre e diffondere l'AIDS e altre malattie sessuali.
Refugees International ha ora rilasciato "Laws Without Justice", un dossier sull'accesso ai servizi legali delle vittime di stupro in Sudan: ne emerge un quadro dalle tinte fosche, in cui le donne sono vittime due volte.
Un chiaro esempio è il rischio, per la donna che denuncia le violenze ma che non riesca a provarle, di essere accusata di "zina", adulterio: la pena è morte per lapidazione per le donne sposate o centinaia di frustate per chi non lo sia.
Anche il ricorso alle cure mediche fornite dalla ONG presenti in Darfur risulta difficile e rischioso. Le ONG sottostanno alle rigide regole del Governo per continuare a operare nel terriorio, nonostante intimidazioni e attacchi, e perdono così molta della fiducia delle vittime, costrette spesso a compilare un modulo di denuncia che le espone ai rischi della giustizia sudanese[
...].

 

La Cina non accetta le accuse sul Darfur

 
 

"La comunità internazionale sa molto bene che la Cina ha svolto un ruolo positivo e costruttivo, e legare il Darfur alle Olimpiadi e' un tentativo di politicizzare i Giochi che viola lo spirito olimpico''. Queste sono le dichiarazioni del portavoce del ministero degli esteri, Jiang Yu ion merito alle minacce di organizzazioni di tutto il mondo di boicottare i giochi di Pechino.
La Cina è il maggiore partner economico del Sudan,e ben poco ha fatto per evitare che la situazione in Darfur si aggravi.E' anche il primo fornitore di armi al Sudan,e secondo il
rapporto della Save Darfur coalition, tradotto da Italians for Darfur, ci sono grosse possibilità che queste armi siano state utilizzate dal governo di Khartoum e dai Janjaweed nel conflitto tra nord e sud Sudan e nella guerra in Darfur.

I rifugiati incontrano i senatori.

Roma, mercoledì 16 gennaio 2008. Yusif Ishag Yahia e Suliman Ahmed Hamed, in qualità di rappresentanti dei rifugiati del Darfur in Italia, hanno incontrato i senatori Francesco Martone e Enrico Pianetta, membri della costituenda Commissione del Senato per i diritti umani.
I senatori, in una giornata resa convulsa dalle dimissioni presentate dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, hanno comunque trovato modo di incontrare la delegazione, informando i convenuti sull'iter relativo alla Commissione stessa e proponendo una serie di azioni che mantengano alto il livello di attenzione nei confronti della situazione in Darfur. L'incontro, promosso da Italians For Darfur, dovrebbe portare a breve ad altri passi importanti nelle sedi istituzionali.

Gruppi ribelli si uniscono,ma la situazione in Darfur si aggrava

I gruppi ribelli che da alcuni mesi stanno trattando a Juba,nel sud Sudan,hanno raggiunto un punto di incontro.Si chiamerà United Resistance Front (Urf),la coalizione delle cinque tra le principali fazioni che da oltre quattro anni sono in guerra con il governo centrale di Khartoum.
Lo ha detto all'agenzia Misna George Ola-Davies, il portavoce degli inviati di Unione Africana (Ua) e Onu.L'auspicio di Ola-Davies,che è anche il nostro,è quello che si possa raggiungere una posizione unitaria,coinvolgendo anche il Jem,che nelle ultime settimane ha intensificato gli attacchi contro l'esercito regolare, in vista di aprire un tavolo di trattative con il governo simile a quello tenutosi nel 2005 in Tanzania con in agenda punti importantissimi come: condivisione del potere, assistenza sanitaria, sicurezza, assistenza umanitaria, questione della proprietà della terra [
...].

Gaetano D'Amico "blogga per il Darfur".

Gaetano D'Amico è un doppiatore e attore italiano. Lavora in teatro e dal 2000 inizia a lavorare anche per la televisione, entrando a far parte del cast di fiction TV come Vivere, dove interpreta il commissario Mariotti. Ha recitato inoltre in CentoVetrine, Sottocasa e Carabinieri.
Da oggi, Gaetano D'Amico presta il suo volto anche alla campagna "Io bloggo per il Darfur" di Italian Blogs for Darfur, grazie agli scatti di Alessandro Branca. Guarda la nostra
galleria fotografica e inviaci la tua foto.

Un caro saluto.

2008/1/28

colazione "in corsa"

Una nuova settimana è iniziata e novità non ce ne sono.
Mi è difficile parlare con questo medico, che non da appuntamenti e che ha sempre la sala d'attesa gremita; penso che, se la storia continua così, andrò a parlare col mio o di nuovo dall'omeopata.
 
Il marito è completamente andato...
 
Ieri mattina, come tutte le domeniche mattina, va a correre con il suo amico.
Sempre lo stesso l'orario, sempre lo stesso il punto di incontro, sempre lo stesso il percorso.
Ieri, arrivati lì, trovano un capannello di gente (altri corridori... guarda caso anche la bionda...) e decidono di fare un giro più lungo, che attraversa tutta la città; Lui e l'amico, ovviamente, si uniscono.
Passo dopo passo, si trova nei pressi della casa dei suoi genitori e, visto che il giro era molto lungo (17-18 km a corsa) e l'appetito cominciava a farsi sentire, si ferma e chiede a sua madre un sacchetto di biscotti, che poi divide con i compagni...
... al ritorno, me lo racconta; "bene" dico io "così l'hai portata pure a casa da tua madre..."
"ma non è così..." risponde lui.
E finisce lì la discussione.
 
Nel pomeriggio, facciamo una passeggiata in centro e incrociamo lei, con un'amica; salutiamo tutti e due, ma lei riserva un sorrisone speciale a Lui (chissà se si è accorta che c'ero anch'io). 
2008/1/23

psicologo e medicine

 
Sono andata dallo psicologo.
 
Gli ho raccontato le varie situazioni che si sono verificate in questi mesi (estate - autunno) e che voi conoscete già.
 
Mi ha detto che approva, almeno per il momento, la scelta di prendere dei medicinali, per "riposare" un po'.
Non mi ha dato numeri di colleghi psichiatri (come mi aveva detto una prima volta, mesi fa), ma di un medico di base, che riscuote molto la sua stima.
Sono proprio curiosa di vedere se funzionerà e penso di andarci non appena potrò.
 
In casa non ho detto nulla; mi sono inventata un appuntamento con una mia amica.
 
Nel pomeriggio ho parlato con mio marito, del più e del meno; stiamo organizzando una cena con dei suoi colleghi a casa nostra e Lui mi ha anticipato che ci sarà, nei prossimi giorni, una nuova cena, per salutare una collega trasferita.
Non ha ancora dato la sua adesione (mi ha detto), perchè non sa se andarci, visto che ultimamente è uscito spesso.
Gli ho detto che non ho mai sollevato problemi per cene di lavoro "vere", mentre mi fanno uscire dai gangheri quelle "finte", le bugie classiche, quelle con le gambe corte, che gli si leggono in faccia prima ancora che abbia fatto qualcosa.
E' rimasto muto, mi guardava senza parlare; spero solo che abbia capito a cosa mi riferivo: oltre alle corna, alle bugie, è duro da digerire il fatto che Lui se ne faccia pure accorgere e poi neghi.
 
Stamani ci siamo presi una mattinata tutta per noi.
Accompagnato il bimbo a scuola, Lui è tornato e si è rinfilato sotto le coperte e ci siamo rimasti fino alle 11.
Dopo averlo accontentato nelle sue solite richieste, ho pensato che potevo permettermi di chiedergli un po' di "verità"; gli ho domandato aveva visto o sentito la bionda in questi ultimi giorni (so che lo ha fatto, ho visto le telefonate e un sms sul cellulare).
Ha negato.
Non dovrei meravigliarmi ormai, ma ci sono rimasta male.
 
La mia sensazione è di essere stata confinata in un angolo (anzi, per la precisione, i miei confini, da cui non posso nemmeno tentare di uscire, sono quelli precisi precisi del materasso): tutto va bene finchè rimango lì... l'equilibrio si spezza se tento di muovere qualche passo fuori da questi limiti.
 
Dopo l'esperienza divertente della scorsa settimana, domani vuole tornare a "ballare" con me...
 
 
2008/1/19

Natale

 
 
Buongiorno e buon anno a tutti.
 
 
Riprendo oggi a scrivere, dopo una lunga assenza.
 
Sono  passate tutte le feste ed io mi auguro che ognuno di voi le abbia trascorse al meglio, in armonia e serenità, con le persone più care.
Anche io sono "sopravvissuta" all'ondata di festeggiamenti con parenti e amici, che, come si ripete tutti gli anni, si riduce a grandi mangiate che mi lasciano provata ogni anno di più.  
A parte il lato "mangereccio" della cosa, le feste non sono servite a riportare serenità e armonia fra me e mio marito, anzi...
 
Pochi giorni prima del Santo Natale, ricevo un sms da Lui, che mi chiede che regalo voglio.
Strano... mai fatto... si vede che quest'anno vuole fare qualcosa di diverso (penso io).
Gli rispondo con un altro sms: "Stupiscimi: un anello".
Ora vi spiego: da quando ci siamo conosciuti (da più di venticinque anni) ho sempre desiderato da morire che mi regalasse un anellino, anche di nessun valore, giusto per l'idea che racchiude in sè, per quello che rappresenta, per il simbolo che è.
E' passato il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli e cento altre occasioni, importanti e no, ma l'anellino non è mai arrivato; quando ne abbiamo parlato, mi ha sempre risposto che Lui me ne aveva già dato uno e che quello bastava: la fede nuziale.
La mia richiesta in questo momento voleva essere una provocazione oppure l'occasione di dare una svolta ad un rapporto molto a rischio (lo so, ho usato un eufemismo!).
Passano un altro paio di giorni ed io sento il bisogno di chiarire che non è l'oggetto in sè che mi interessa, ma lo spirito con cui Lui me lo dovrebbe dare e il significato che dovrebbe avere (soprattutto per Lui); preciso che non ho intenzione di ingoiare altri rospi, che Lui dovrebbe cambiare radicalmente atteggiamento, smettere di essere sempre "in cerca", non rendersi disponibile per altre storie... insomma, diventare quello che era quando l'ho sposato (almeno spero che lo fosse).
Non vi dico come si arrabbia!!! Mi dice che non posso mettere condizioni di questo tipo! Lui non può darmi nessuna assicurazione: come può sapere se gli ricapiteranno o no altre occasioni? ... e come potrebbe tirarsi indietro?
Io gli dico che basta non andarle a cercare, le occasioni, oppure, più semplicemente dire: "no, grazie!".
Non si calma, anzi...
Allora gli consiglio di non comprare nulla e, se invece già lo ha comprato, restituirlo e cambiarlo con qualcos'altro per Lui.
Passano i giorni, si arriva alla vigilia; io passo tutto il giorno chiusa in cucina, ai fornelli, in preparativi "culinari" e piango ininterrottamente, perchè ho capito che non ha cambiato l'oggetto, che il giorno appresso, al momento di aprire i pacchetti, per me sarà uno strazio indicibile: la felicità di avere l'anello desiderato da tanti e tanti anni si sta per trasformare in tristezza infinita, perchè so che non cambierà nulla nella nostra vita.
Solo altra apparenza, solo altra falsità.
 
E così è: arriva il pacchetto, lo apro, è un diamantino (anche se microscopico); mi avrebbe reso felicissima, invece mi sento squarciata dentro e ho voglia di piangere.
Reggo, non piango, me lo metto e sorrido, lo ringrazio... ma non riesco ad abbracciarlo e baciarlo, spero solo che i presenti non abbiano capito nulla della mia sofferenza.
Lui è truce, arrabbiato come non mai, perchè gli ho rovinato i pochi giorni di ferie. Mi dispiace tanto, ma anche io non me la sono passata per niente bene.
 
Scorrono via tutte le feste, una dopo l'altra; il clima è teso, sempre.
I figli sono sempre in casa con noi, dobbiamo stare attenti a non rovinare le vacanze anche a loro, ma non è facile e Lui sbotta, esasperato quando per un motivo, quando per un altro.
 
Passano altri giorni, io non resisto: non riesco a pensare ad altro che a Lui e alle sue bugie, a quante me ne ha dette in ventanni, alle sue parole, a Lui che mi dice che non ci saremmo dovuti sposare mai, che sono la donna sbagliata per Lui; ho paura che sia diventata quasi una malattia, un'ossessione.
Decido di riprendere un appuntamento con lo psicologo: è una decisione molto molto sofferta e arriva dopo giorni e giorni di ripensamenti.
Il mio scopo è di farmi prescrivere dei medicinali che mi calmino, voglio smettere di pensare sempre e solo a Lui, voglio riprendere a vivere, se non felice, almeno serena. Non mi posso permettere il lusso di abbandonarmi a questa malattia, a questa ossessione. Lui non si merita tutta la mia sofferenza: gliene ho già dedicata anche troppa.
 
E nel frattempo?
Giovedì sera, Lui va a "cena con i colleghi" (l'ennesima).
Mi chiede il permesso per andarci, dicendo la sua solita, odiosa frase: "Dimmi se posso, perchè NON VOGLIO URTARTI IN NESSUN MODO".
Io vedo rosso, quando sento queste parole, perchè le ha sempre dette per coprire le sue "malefatte"; glielo faccio presente, gli dico che può andare dove cavolo gli pare, che non mi deve chiedere nessun permesso, tantomeno usando quella "formuletta", perchè io penso subito male.
Va alla cena, in un posto fuori città (dice Lui); dopo cena, insieme a qualche collega, va anche in un locale dove si balla, ma Lui (che non sa come è fatta una pista da ballo, perchè non gli è mai piaciuto ballare), dice che rimane a guardare soltanto (il posto è pieno di belle donne e gli occhi gli dovevano brillare!).
Torna all'una e mezzo (come al solito), pieno di voglie (come al solito); subito dopo, crolla (come al solito).
E cosa c'è di strano, direte voi?
C'è che la mattina, incuriosita, guardo il suo cellulare: sms tutti cancellati, telefonate in arrivo e in partenza tutte cancellate... tutte meno una... una chiamata persa è rimasta, alle ore 20 e 02, e indovinate da chi?
Bravi! Dalla bionda!!!
Ora mi sembra il minimo pensare che qualche incongruenza c'è: le cene con i colleghi le aveva già fatte nel periodo natalizio (ben due, con due gruppi diversi), la telefonata senza risposta, perchè? ... perchè era un segnale fra di loro? ... perchè non serviva rispondere, tanto dopo poco si sarebbero visti?
Sono paranoica o ci vedo bene?
Non gli ho detto ancora nulla.
Non voglio rovinare il fine settimana, come spesso succede.
 
Spero che arrivi presto martedì pomeriggio, per rivedere lo psicologo e farmi aiutare ad uscirne.
 
 
 
 
2008/1/10

Tempo...

 
 
Tempo
 
 
 
Io ti auguro tempo…


io non ti auguro tutti i doni
possibili,

io ti auguro solo ciò che i più non hanno:

tempo per
rallegrarti e ridere e, quando ti giovi,

tempo per interessarti a
qualcosa di nuovo .


Io ti auguro tempo per il tuo agire e il tuo
pensare

Non solo per te stesso, ma anche da regalare…

Io ti auguro
tempo, non per assillarti e
correre

ma tempo per poter essere
contento…


io ti auguro tempo, non solo per fuggire e dormire…


Ti auguro possa restarti tempo per stupirti e
per confidarti,

invece del
tempo legato all’orologio.

Ti auguro tempo per accarezzare le stelle,
e anche tempo per crescere e maturare…


io ti auguro tempo nuovo per
sperare e amare…

non ha nessun senso rimandare questi momenti.


Io ti auguro tempo per trovare te stesso
ogni giorno

ogni ora puoi trovare felicità.


Io ti auguro anche tempo
per perdonare le colpe e
dimenticare i risentimenti.


Io ti auguro
di avere tempo per VIVERE…




Buon 2008