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2009/11/25 ... fra un mese sarà Natale...... e fra un mese sarà Natale...
Un nuovo tradimento...
Stavolta non sono stata tradita da mio marito, no.
Si tratta di un tradimento di tipo diverso, ma molto più doloroso.
Sono state le mie figlie a farlo, nei miei confronti, ieri sera.
La tensione che si accumula da giorni, mesi in casa mia, ieri sera ha fatto "saltare il tappo" ed anche loro hanno dato voce alla loro sofferenza.
Lui era a cena fuori.
Il piccino era già a letto.
Le figlie erano al piano di sopra a guardare la tv.
Io, terminate le faccende, sono andata da loro per stare un po' in compagnia e magari vedere un film insieme...
Evidentemente ho sbagliato: una si è alzata dal divano e ha detto che andava a letto, le altre due si sono irrigidite e poi si sono messe a brontolare... che ormai non avevano più un loro spazio, che col mio atteggiamento impedisco loro anche di invitare gli amici (vi ricordo che vado a dormire sul divano... quindi niente amici a "tirar tardi" la sera...), che ci dovremmo vergognare per come ci comportiamo.
A questo punto, anche quella che era scomparsa per andare a dormire è tornata e proprio lei si è fatta portavoce di tutte e tre: Lui ha sbagliato, sì, ha fatto cose che non doveva, sì, si dovrebbe vergognare, sì, ma io... io non ci penso a loro? ... alle difficoltà che tutti noi incontreremo dopo la separazione?
E poi mi hanno detto che io sono stata una mamma musona, che non le ha fatte sentire brave, come invece si meritavano, ma che anzi, tutto quello che loro facevano con grande, grandissimo impegno, dallo studio al prendersi cura del fratello, all'aiuto in casa quando noi siamo al lavoro, era quasi dovuto, scontato...
Insomma ho sbagliato e sto continuando a sbagliare tutto, ma proprio tutto tutto...
La mia seconda figlia fra pochissimi giorni si laurea.
Lui ha detto che se non facciamo una tregua (tradotto: "se non torno a dormire in camera con Lui, nel letto con Lui"), si farà spostare il turno di lavoro e non verrà alla festa di laurea, perchè non sopporta di dover fingere che vada tutto bene, mentre invece ci stiamo separando.
E' un ricatto bello e buono e io non voglio cedere.
Saranno giorni difficili e io mi sto consumando sempre di più, ormai sono talmente stressata che mi viene da piangere in continuazione, anche senza motivo. Non faccio altro che colpevolizzarmi per tutto quello che è successo, sta succedendo e succederà in futuro.
Anche col mio grande amore non faccio che parlare di questa situazione familiare e ho paura di stancarlo.
Sempre più spesso penso che dovrei avere il coraggio di staccarmi da lui, almeno finchè non ne sarò fuori, almeno finchè la situazione sarà un pochino più chiara, ma quando sto con lui è l'unico momento in cui riesco ad avere un raggio di sole per me.
E fra un mese sarà Natale... 2009/11/7 la gestazione... il parto...La gestazione... il parto...
Cari carissimi amici, dalla fine di giugno non mi avete più letto, non vi sarete mica dimenticati di me?
Sono sempre qui, lo so, vi ho trascurato, ma i problemi che ho dovuto affrontare quest'estate hanno fatto passare in secondo piano il blog e la scrittura di queste pagine di diario.
Proverò a riassumere a grandissime linee quello che è successo.
Vi avevo annunciato l'ennesima bravata del marito (e qui continuo a stendere un velo pietoso su cosa ha architettato stavolta), classica "goccia che fa traboccare il vaso", dopodichè avevo preso la decisione che questa sarebbe stata davvero l'ultima che avrei subito.
Sono andata da un avvocato (donna) per chiedere la separazione da lui e le ho esposto il mio problema, mi ha spiegato come funzionano le cose in questi casi: mi ha detto che la consensuale è la migliore, per rapidità e risparmio, ma... c'è un problema: bisogna volerla in due!!!
Lui, che finora mi ha criticato e tradito, ora invece non vuole mollare, non accetta l'idea che il matrimonio sia finito e che non lo voglio più, dice che non se ne andrà mai da questa casa, che è la sua casa, e lontano dai suoi figli.
Per tutta l'estate è andato avanti l'incubo quotidiano delle discussioni e dei chiarimenti, fino a coinvolgere le figlie (solo le grandi, il piccolo fortunatamente no... anche se anche lui deve aver capito per forza il problema, perchè non è nè sordo nè stupido!).
Per tutta l'estate ne abbiamo parlato e parlato e parlato... urlato e urlato e urlato... ma senza arrivare a nessun accordo.
IO non voglio nessun accordo con Lui. Ormai non più.
Adesso, sfinita e sicura di non essere più in grado di ricominciare ad amarlo, ho parlato di nuovo con l'avvocato e il 4 novembre Lui ha ricevuto la lettera in cui è invitato a presentarsi nello studio legale per firmare l'accordo per la separazione consensuale.
Di nuovo urli e prepotenze: non intende ragioni, anzi... ha promesso guerra: darà fondo a tutti i nostri risparmi per ritardare il più possibile la sua uscita dalla mia vita e dalla SUA casa, facendo cause e contro-cause per non andarsene affatto.
Le figlie si preoccupano, perchè sanno benissimo che quei soldi (in verità non molti) sono lì per loro, per garantire la possibilità di studiare o un piccolo aiuto quando dovessero andare a vivere da sole o sposarsi.
E' un ricatto in piena regola...
Avete visto il film "La guerra dei Roses"? Si prevedono repliche in grande stile a casa mia...
Non voglio tornare indietro, ma ho i brividi se penso a cosa potrà succedere nei prossimi giorni o mesi.
Sarò abbastanza forte per oppormi a Lui? Riuscirò a portare fino in fondo la decisione che ho preso con tanto dolore?
Più passa il tempo, più sono certa che non potrei più tornarci a letto insieme (adesso dormo sul divano, al piano di sopra, già da diverse settimane): è inimmaginabile; non voglio essere toccata da Lui nemmeno con un dito, non riesco ad immaginarmi un futuro con Lui... ma è comunque il padre dei miei figli e dovremo continuare a sentirci, vederci, avere contatti... sarò capace di gestire tutto questo?
Ho paura, tantissima. Sono terrorizzata.
Già il mio futuro da sola mi da i brividi, perchè finora ci siamo sempre divisi i compiti, mi sono sempre appoggiata a Lui per qualunque cosa, ho l'impressione di non essere capace di organizzarmi, di farmi bastare i soldi, di ricordarmi tutte le scadenze, di sapermi muovere fra pratiche, sportelli e rate da pagare... e seguire i quattro figli, di cui uno ancora così piccolo, bisognoso di una presenza maschile, di un esempio da seguire, di suo padre...
Non ne posso più, ma nemmeno se penso a tutto questo trovo la forza di ricominciare con Lui.
E non c'entra la mia storia con l'altro uomo. Indipendentemente da lui, IL MIO MATRIMONIO E' FINITO.
Così, dopo tutta un'estate di "gestazione" a pensare se la separazione era proprio la cosa "giusta" da fare (o almeno quella meno sbagliata per me), ho partorito finalmente fra grandissimi dolori la decisione che IO NON RIESCO PIU' AD AMARLO.
Se ci fosse stata un'altra donna al posto mio, Lui non si sarebbe mai permesso di comportarsi così e forse non saremmo arrivati a questo punto, o forse adesso lei riuscirebbe a gestire a suo vantaggio la debolezza e la paura che Lui sta dimostrando, come mi ha detto la mia figlia maggiore ("mamma, ma non ti rendi conto che ora potresti chiedergli qualunque cosa? ... approfitta, no?").
Io no, non ci riesco, non ne sono capace, non voglio; anche se funzionasse (cosa di cui non sono certa), quanto mai potrebbe durare? e chi mi potrebbe garantire che in futuro io riuscirei a ritrovare la forza di andare da un avvocato per parlare di nuovo di separazione? è stato già difficilissimo farlo questa volta... ce la farei una seconda volta, più vecchia e stanca di quanto sono ora?
No, assolutamente no. Questa è l'unica possibilità che ho. Ho aspettato anche troppo.
Spero di non perdere l'affetto dei miei figli, che non mi facciano sentire in colpa ancor più di quello che già sento da sola, spero che la realtà sia un po' meno spaventosa di quello che mi immagino, spero che questa sia la decisione giusta.
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