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日志


2007/12/15

Newsletter di Emergency

 
 
Tratto dalla Newsletter di EMERGENCY, ricevuta il 15 Dicembre 2007:
 
 
 
 
Diranno che si trattava di feroci talebani, e che la grande operazione
iniziata tre giorni fa a Musa Qala in Afganistan era inevitabile.
Diranno quanti nemici hanno ucciso e (forse) quanti civili sono
rimasti coinvolti "per errore". Oppure non diranno niente, tanto non
ci sono testimoni, la'. Degli abitanti di Musa Qala, qualcuno ha
raccattato le proprie cose ed e' scappato sulle montagne. Qualcun
altro e' sceso qui in citta'. I piu', non avendo dove andare o di che
sopravvivere, non si sono mossi. Abdullah, sette anni, e' uno di loro.
E' arrivato oggi con suo padre nell'ospedale di Emergency a
Lashkar-gah. Passeggiava con il fratellino quando e' piovuta una bomba
dal cielo. Le schegge hanno maciullato le gambe del fratello: amputate
entrambe. Anche Abdullah ha perso una gamba. E chi lo spiega, a lui e
alla gente del suo villaggio, che e' per il loro bene? Che vengono
massacrati in nome della pace e della democrazia?

 
 
Ci stiamo preparando al Santo Natale: città illuminate a festa, vetrine scintillanti, pacchi e pacchettini che cominciano a riempire le nostre case... strade intasate di auto, supermercati affollati, carrelli stracolmi... sagra dell'inutile e del superfluo, festival dello spreco... delirio...
Non ci dimentichiamo però che nel mondo succedono anche queste cose: c'è la guerra.
Guerra giusta o ingiusta?
 
Non sono all'altezza di dare nessun tipo di giudizio, nè mi interessa farlo, nè mi sembra che potrebbe avere importanza per Abdullah e suo fratello, per la sua famiglia e le famiglie di Musa Qala, sapere di essere stati colpiti in nome di una guerra "giusta".
E così pure per tutte le altre famiglie che, in una qualche altra parte del mondo, si trovano a perdere in un attimo le poche povere cose che avevano, e senza capirne nemmeno il motivo.
 
Se non ci è possibile sottrarci a questo insano meccanismo dello "spendi e spandi" e se, nonostante tutti i nostri buoni propositi non ce la facciamo proprio a uscire da questo ingranaggio (ci lamentiamo che i soldi non ci bastano mai, ma aspettiamo in gloria la tredicesima per spendercela tutta in stupidaggini e cianfrusaglie), almeno regaliamo un nostro pensiero a chi è meno fortunato di noi, a chi è nato nel posto "sbagliato" e pagherà per tutta la vita (e spesso, purtroppo, con la vita) questa sua "non-colpa".
 
 
Shalom a tutti 
 
2007/12/4

Senza di te - John Keats

 

Senza di te  -  John Keats

 

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.

In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.

Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.

Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.