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日志


2008/2/22

Domenica 24 a Roma per "Dare voce al Darfur"

 

Aggiornamenti sulla campagna di Italian Blogs for Darfur per il Darfur: da maggio 2006 chiediamo a Rai, La7 e Mediaset che si parli del conflitto in Darfur. E non solo. Il silenzio delle democrazie è la migliore arma dei tiranni.

SOMMARIO:

- Bush: da ONU solo "burocrazia"

-WANTED FOR WAR CRIMES 

-NEGRAMARO per il Darfur

-Al via l'Aré Rock Festival

-Riviata la missione di pace in Ciad.

Cari amici,

I bambini del Darfur nati cinque anni fa hanno conosciuto solo la guerra e, i più fortunati di loro che sopravvivranno ad essa, la porteranno dentro per il resto della vita.

Domenica 24 febbraio, Italians for Darfur e Articolo 21 ricorderanno il 26 febbraio 2003, tragico inizio del conflitto in Darfur, insieme a Fiorella Mannoia, Monica Guerritore e Mariella Nava all'Auditorium Parco della Musica (Spazio Risonanze), alle 18, per dare voce al Darfur.

Mentre in Darfur continuano i bombardamenti, la Cina annuncia che presto un suo inviato partirà per una missione a Khartoum. L'iniziativa è stata sollecitata sia dall'azione degli attivisti internazionali della Save Darfur coalition, che hanno promosso l'appello dei premi Nobel che abbiamo rilanciato in Italia, ma anche dalla pressione mediatica seguita all'annuncio delle dimissioni di Steven Spielberg da consigliere artistico per i Giochi olimpici 2008 che si terranno a Pechino. Per ora è solo un segnale che ci auguriamo possa portare alla ripresa del dialogo con il governo Sudanese e a un nuovo processo di pacificazione in Darfur.

Il 12 febbraio scorso Italians for Darfur e i rifugiati del Darfur in Italia hanno manifestato a Roma e Milano - in contemporanea con altre 20 citta' in tutto il mondo - per chiedere alla Cina di usare l'influenza politica ed economica che esercita sul Sudan per giungere al piu' presto alla fine del conflitto, che ad oggi ha causato tra le 200 e le 300mila vittime e due milioni e mezzo di profughi. Volontari italiani e rifugiati, che indossavano t-shirt con lo slogan 'Stop blood in Darfur', hanno distribuito materiale informativo sul conflitto e una lettera aperta indirizzata agli ambasciatori di Cina e Sudan vicino alle sedi diplomatiche dei due paesi. E' stata scritta anche una lettera al presidente cinese Hu Jintao nella quale oltre alla richiesta di garantire un supporto al contingente di pace dell'Onu dispiegato nella regione sudanese, e' elencata una serie di azioni che Pechino dovrebbe avviare nei confronti di Khartoum: fornire subito meta' degli elicotteri da trasporto di cui ha bisogno la missione; sostenere l'adozione di misure punitive contro funzionari di Khartoum, come previsto dalle sanzioni Onu, fino a quando non verranno ripristinate pace e sicurezza in Darfur; sospendere la cooperazione militare con il regime sudanese e collaborare con Stati uniti, Francia e Regno Unito nel sostegno dell'azione di Onu e Unione africana in Darfur, nel Sud Sudan e in Ciad. In Italia l'appello e' stato sottoscritto da: Fiorella Mannoia, Monica Guerritore, Mariella Nava, Franca Rame, Dario e Jacopo Fo e, tra i parlamentari, Umberto Ranieri, Gianni Vernetti ed Enrico Pianetta.

Vi aspettiamo quindi domenica 24, ore 18,  all'Auditorium "Parco della Musica", Roma.


Dal blog:

Bush: da ONU solo "burocrazia" per il Darfur

E' partito da Kigali, Rwanda, il j'accuse del Presidente Statunitense all'immobilismo dell'ONU.
Gli Stati Uniti, che non dispiegheranno truppe in Darfur, hanno già addestrato circa 7000 peacekeepers ruandesi e li hanno traportati nella regione, spendendo oltre 17 milioni di dollari.
A questi, ha promesso Bush, si aggiungeranno altri 100 milioni di dollari per addestrare ed equipaggiare le truppe di altri Paesi africani che volessero schierarsi in Darfur. Un ottimo esempio di come si possa 'aiutare l' Africa ad aiutare se stessa', svincolandosi dalla visione postcolonialista ed interventista di ispirazione più frequentemente europea.
Intanto bruciano numerosi villaggi nel Darfur occidentale, bombardati dall'aviazione sudanese ieri e stamane. Migliaia gli sfollati e i profughi che si sono rifugiati in Ciad, mentre l'Alto Commissariato per le Nazioni Unite (Unhcr) è stato costretto a ritirare dal confine con il Ciad una propria squadra di soccorso ai rifugiati.

WANTED FOR WAR CRIMES: Ali Kushayb e Ahamad Harun

È stato asserito che nel mese di agosto del 2003 Ahmad Harun, un ministro del governo sudanese, e Ali Kushayb, uno dei capi della milizia Janjaweed, coordinarono la distruzione di Bindisi, una città nel Darfur. Il Pubblico Ministero dell’ICC (Tribunale Penale Internazionale) sostiene che i loro seguaci hanno ucciso più di 100 civili appartenenti alla tribù Fur, violentato donne e ragazze, distrutto la moschea e le scorte di cibo, e costretto 34.000 persone a fuggire.

Da quando il mandato per il loro arresto è stato emesso dal Tribunale Penale Internazionale, nessuno incriminato è stato consegnato all’ICC o perseguito dai tribunali sudanesi. Al contrario, Ali Kushayb è stato rilasciato, mentre Ahmad Harun ha conservato il suo posto come Ministro dello Stato per gli Affari Umanitari ed è stato designato a copresiedere una commissione incaricata di indagare sulle violazioni dei diritti umani, comprese quelle perpetrate nel Darfur. In qualità di Ministro, è responsabile per l’evacuazione della popolazione a seguito degli atti di violenza nel Darfur, ed è anche accusato di fare da mediatore con la forza di pace UNAMID, al momento impegnata a tutelare quella stessa popolazione. Di conseguenza, il destino delle persone sopravvissute dipende da uno dei principali sospettati in corso d’indagine su quella uccisione di massa.

Italians for Darfur esprime la sua più profonda preoccupazione di fronte al rifiuto, da parte del Sudan, di ottemperare alle leggi internazionali e chiede al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di:
- recarsi a Khartoum nel maggio del 2008 per invitare il governo sudanese a consegnare i due sospettati;
- imporre sanzioni mirate (congelamento delle risorse finanziarie) ai ministri del governo sudanese che stanno proteggendo i due sospetti.

Web attivati: accedi al sito di Wanted for War Crimes e invia il tuo messaggio direttamente a ognuno degli attuali membri del Consiglio di Sicurezza.


Myspace: oltre 300 nuovi 'amici' del Darfur in un giorno, grazie ai Negramaro.

I Negramaro sono una delle band più promettenti del panorama musicale italiano. I sei musicisti leccesi, autori di brani da hit parade come " Mentre tutto scorre " e "L' Immenso", hanno raccolto da subito numerosi premi, a partire dal Festivalbar 2005, che replicano nel 2007 come vincitori assoluti, il Premio Rivelazione, MTV EUROPE AWARDS, premio SIAE, e altri ancora. Ma forse, il premio più bello che possano aver ricevuto è il riscontro della passione dei loro fans, pronti a rispondere immediatamente anche all' appello per il Darfur, lanciato attraverso la pagina ufficiale in Myspace. La nostra pagina ha così potuto registrare oltre 300 nuove "amicizie" in un solo giorno: un corale "fermiamo il genocidio"per il quale Italian Blogs for Darfur ringrazia i Negramaro, la giovane cantante e attrice Andrea DeLogu, autrice del brano "Suave" (colonna sonora dello spot statunitense dell'Heineken), per l'occasione entusiasta promoter di Italian Blogs for Darfur, e i numerosi fans della band che ogni giorno ci mostrano il loro interesse per una delle peggiori crisi umanitarie che non trova spazio nei telegiornali italiani.


Puglia: parte l' ARE' Rock Festival con una sezione sul Darfur

E' ai nastri di partenza la seconda edizione dell' Arè rock Festival,concorso per band emergenti di tutti i generi organizzato a Barletta.
Tra le varie sezioni,si sono registrate iscrizioni per la sezione speciale promossa da Italians for Darfur, "Una canzone per il Darfur";l'obiettivo è quello di dare, attraverso un mezzo universale quale la musica, maggiore risalto all'informazione su questo terribile conflitto che da oltre quattro anni scoinvolge il Darfur,nella totale indifferenza dei media tradizionali.
L'evento sarà trasmesso in differita ne "la Cittadella"su Second Life,i media partner sono Musicalnews,Radiogamma e l'emittente televisiva "Amica 9",che negli scorsi mesi ha già realizzato un servizio sul Darfur durante l'evento "Una notte per il Darfur".
Il nostro augurio e ringraziamento va all'organizzazione e alle band che hanno deciso di inviare brani inediti dando così voce a quelle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno sono costrette a subire terribili sofferenze.


Rinviata la missione di pace europea in Ciad. I ribelli conquistano la capitale.

Non e' bastata l' esultanza degli attivisti per i diritti umani per la nuova missione europea in Ciad, che sarebbe dovuta partire nei prossimi giorni in sostegno della missione ONU per i rifugiati del Darfur, a scongiurare quello che gli strateghi avevano paventato.
Un' improvvisa e fulminea azione delle forze ribelli ciadiane, probabilmente sostenute dal governo sudanese, ha portato alla conquista della capitale N'Djamena e di cinque province dell’est, mettendo in serie condizioni di instabilita' il Paese e causando l' inevitabile rinvio della missione EUFOR.
I tre movimenti ribelli antigovernativi si sono riuniti due mesi fa nell'Unione delle forze per la democrazia e lo sviluppo (Ufdd)e da due anni sono in lotta per rovesciare il regime del presidente-dittatore Idriss Déby, sostenuto dalla Francia, che conserva nella ex colonia un proprio contingente di sostegno, l' Epervier . Il presidente, assediato nel suo palazzo governativo e trasferito poi in una base francese, secondo quanto riportato da alcune agenzie, aveva da poco dichiarato di voler usare qualsiasi mezzo, anche in territorio sudanese per arrestare l'avanzata dei ribelli.
Al termine del X vertice dell'Unione Africana ad Addis Abeba, il neo-eletto presidente, il tanzanese Jakaya Kikwete, ha intanto dichiarato che, in caso di vittoria dei ribelli, il Ciad sara' espulso dall'organizzazione.

Un caro saluto.

 

2008/2/16

l'intervento

Velocissimamente, perchè stamani ho mille e mille cose da fare...
 
Ieri mio marito si è operato di menisco.
 
Arrivo in ospedale alle ore 7, poi intervento: tutto a posto, nessun problema.
 
Io sono stata con Lui tutto il giorno, grazie anche ad una elasticità del personale del reparto, che ha permesso a tutti i familiari di stare vicino ai propri cari senza nessun problema.
Uscito dalla sala operatoria, ha dormito un po', ma quando si è ripreso, ha cominciato a "smessaggiare" a più non posso: colleghi, amici ecc. ecc.
Tutti sapevano dell'intervento e tutti volevano sapere; io avevo pensato ad avvisare solo i familiari.
Non ho fatto domande, ma è ovvio che ha avvisato anche lei.
 
Alle 20 sono venuti i miei figli e poi siamo tornati a casa tutti insieme; per la strada ci siamo fermati a comprare delle pizze, da mangiarci a casa.
La nostra "pizzeria di fiducia" si trova proprio sotto l'appartamento della bionda (ahimè!!!) e la proprietaria conosce bene sia lei (naturalmente), sia mio marito (la pizzeria è uno degli "sponsor" del gruppo sportivo per cui corre Lui).
Come sono entrata, la prima cosa che mi ha detto è stata: "So già tutto!".
 
E' stato come un pugno allo stomaco, giuro.
Potevo immaginarlo, ma detto così...
E' arrivata prima lei, di me... prima la bionda (vogliamo chiamarla "l'amante"?) della moglie...
2008/2/14

san valentino

Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati.
 
Sembra quasi una presa in giro, per me.
 
Ieri, nella mattinata, "botta e risposta" con lei, come avete letto.
Nel pomeriggio, come era da immaginarsi, "resa dei conti" con Lui.
 
Infatti, la cocchina, punta sul vivo, si è affrettata a telefonargli e a riferire che cosa stava succedendo, dimodochè, appena tornata a casa, Lui mi ha affrontato dicendomi: "Hai scritto una mail a Y W!" (l'ha chiamata con tanto di nome e cognome!)
E io: "Sì... e allora? Te lo avevo detto che non mi va più di farmi prendere in giro".
 
A questo punto, due ore di fuoco di fila: "... io non ottengo nulla facendo il vuoto intorno a Lui... più controllo, più Lui si inasprisce... che cosa voglio? gli voglio negare anche le due ore di corsa? ... tanto se sparisce lei, ne arriverà subito un'altra... io devo dare tempo al tempo... poi si aggiusta tutto... la telefonata a quella di Roma non l'ha ancora digerita..." e via dicendo.
Nel frattempo andava avanti e indietro in camera, "facendomi il verso", rifacendo i miei movimenti e le mie facce e imitando le mie parole: una disgustosa farsa, una pantomima da vomito.
 
Il delirio totale.
 
Per un po' sono stata zitta, poi ho cominciato a dirgli che non lo sopporto più, che la fine di tanto strazio è una sola, la separazione, e che non è vero nulla che noi non ce lo possiamo permettere... basta andare dagli avvocati, lo trovano loro il sistema...
 
Un incubo.
Era tanto che non piangevo, ma ieri pomeriggio non ho retto: mi sono messa a piangere disperata, annientata, sfinita, uno straccio.
I figli erano tutti in casa: avranno sentito? Probabilmente hanno capito che non tirava una buona aria e si sono tenuti a debita distanza.
Poi io sono uscita, da sola, e sono tornata quando Lui era già a correre (e figuriamoci se non andava: ultimo allenamento prima dell'operazione al menisco, che farà domattina!).
Quando è rientrato, mi ha abbracciato e baciato: Giuda...
Non ha significato, nessun valore quell'abbraccio e quel bacio per me.
 
Stamani mi ha inviato un sms con un Cupido e gli auguri di un buon San Valentino.
Mi prende anche in giro.
E stasera, cena fuori... per carità, non per festeggiare San Valentino (festa commerciale, che ci è completamente estranea!), ma di "buon auspicio" per domani; ormai era in calendario e la faremo.
Lui è tutto contento ed io ho la netta sensazione che, nonostante le mie mail, la biondona lo abbia rassicurato che la sua "amicizia" continuerà...
 
Ora, dopo l'intervento, mi aspetta un mese di convalescenza, con Lui a casa, niente lavoro, pc a go-go e telefonini ad oltranza... 
 

botta e risposta

 
QUESTA E' LA BOTTA (di lei).
 
 
 
Stai letteralmente vaneggiando.

Io non pretendo di dirti come è Xxx a casa. non lo so e non me ne frega. ti dico di come lo vedo io, di come lui è fuori, di come lo vedono tutti gli altri. poi se vuoi ascoltare credo ti potrebbe essere utile per trovare un modo x andare daccordo con lui. altrimenti non vedo cosa puoi volere da me.
Certo è che se ti ostini a dare la colpa della tua situazione alle persone esterne a voi non solo non risolverai niente, ma creando vuoto intorno a lui ti renderai ostile ai suoi occhi.

Mi stanca continuare a leggere il tuo tentativo di darmi a bere che lui ti avrebbe raccontato presunti incontri con me. Incontri non ce ne sono stati ed onestamente non credo proprio che lui si possa far bello di inventarsi una cosa del genere.

Del resto a me non interessa niente. posso essere contenta per te quando scrivi che per te la famiglia è al primo posto etc...ma credimi, la mia vita non cambia. a me non interessa. Xxx per me è un amico, e nell'amicizia non si prende mai delle persone il pacchetto completo. Io conosco lui, sono amica di lui, della sua famiglia non mi frega, se non nella misura in cui mi fa piacere che un mio amico sia fiero dei suoi figli. nè di più nè di meno.

Quando e dove? ma che è un film di sergio leone?
ma stiamo davvero a scherzare? io non ho da guardarti negli occhi e non ho da dirti niente. quando venisti ad ottobre - o ciò che era - mi sembrava che ti potesse interessare il confronto con una persona che può vedere le famiglie dall'esterno e che ha fatto ragionatamente una scelta diversa, e che quindi può metterti in evidenza anche tutti i lati positivi della tua vita. ma diversamente io non ho niente da dirti. se la metti su questi toni, io non ho proprio ragione di incontrarti. Le cose che ti posso dire non sono nè più nè meno le stesse dell'altra volta. ma vedo che non servono a niente. dunque perchè perseverare?
Odio le perdite di tempo, e visto come la metti tu sarebbe una perdita di tempo per entrambe.

 
 
 
 
E QUESTA E' LA RISPOSTA (mia).
 
 
 
Io ci ho provato ad avere un dialogo con te, perchè penso che si possa sempre migliorare, crescere, per prima cosa noi stessi, quando ci si confronta con gli altri.
Se ci pensi bene, ho fatto anche troppo, a darti tutta questa importanza e tutta questa considerazione; ho sbagliato a pensare che con te si potesse parlare.
Non mi farò più viva.
Rimane comunque tutto valido quello che ti ho scritto: non faccio marcia indietro di un solo centimetro.
Io non mi sono inventata nulla, assolutamente.
Ho letto parole che non possono avere un secondo significato, ho ascoltato da lui i racconti.
Il mio non è un "tentativo" di darti a bere proprio nulla: è quella che lui mi ha presentato come la verità, quello che c'è stato tra di voi.
E' pazzo?
Lascio a te la conclusione.

Ma non devi dire che io "mi ostino a dare la colpa a persone esterne della nostra situazione": mai detta una cosa del genere e, se ben ti ricordi, già un anno fa ti dissi che la "tua unica colpa era stata quella di esserti trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato", cioè in mezzo ad una crisi matrimoniale.
E non devi nemmeno dire che "sto creando vuoto" intorno ad Xxx o gli rendo la vita difficile: la sua vita, le sue abitudini non sono cambiate di una virgola e tu trovami un'altra donna che gli avrebbe permesso tutto questo, sapendo quello che so io.

Ti immaginavo diversa.

Non hai nulla da dirmi?
Figurati io.
Ho perso anche troppo tempo dietro a te.
Hai ragione: i miei problemi matrimoniali sono solo miei e di mio marito e spetta solo a noi trovare il modo di risolverli; per questo motivo ti invito a tenerti alla larga il più possibile.

2008/2/12

la mail

 
Mi ha risposto.
Le avevo scritto una mail e mi ha risposto.
Una mail che non vi farò leggere, ma "vuota" di contenuti, "sterile" di argomentazioni, quasi "doverosa"... ma una persona sana di mente non avrebbe risposto nulla al mio "atto d'accusa" nei loro (di lei e di Lui) confronti...
 
Questa invece è la mia risposta a tale mail... delirante forse (anche io non avrei dovuto considerarla), ma non ho potuto farne a meno.
 
 
 
 
Carissima,
sono al lavoro, quindi ti rispondo con un po' di ritardo.

Ho letto con interesse la mail che mi hai appena inviato.
Fai un ritratto di MIO marito tale, che sembra sia tu a conoscerlo da più di venticinque anni, e non io.
Penso che tu conosca solo un lato di lui, quello che LUI ha voluto farti conoscere; rifletti un attimo: io non potrei conoscerne altri, e tutti veri lo stesso?
Se mi parli di come è lui fuori da casa e nell'ambito della corsa, mi riduci al silenzio, ma ti prego di non salire più in cattedra a parlarmene di come è in casa, con me e di come ha sempre inteso il nostro matrimonio, perchè in questo campo l'"esperta" sono io.
(... sembri XXX: quando parla lui, ha parlato l'oracolo... "ipse dixit" e le sue parole diventano la verità assoluta, incrollabile...)
 
Carissima, ma ci vogliamo davvero incontrare?
Dimmi tu quando e dove.
E stavolta, pochi convenevoli, ci guardiamo negli occhi belli e ci diciamo tutto, senza peli sulla lingua?
Daccordo e non preoccuparti: posso sembrarti una pazza isterica, ma quando la situazione lo richiede so comportarmi in modo molto equilibrato e "civile" (casomai, scoppio "dentro"... ma questo è un problema tutto mio... sappi però, che avrei ben poco da aggiungere a quello che ci siamo scritte per sms e mail o già dette a voce).

Io non mi sono inventata nulla riguardo al tuo presunto "flirt" con XXX: io stessa ho letto le tracce che ha lasciato in giro e poi lui me ne ha raccontato tutti i dettagli (e non credo che una persona sana di mente racconterebbe alla moglie un'avventura con un'altra donna, se non fosse vera... a che pro?). La mia intenzione non è di insultare nessuno e mi dispiacerebbe che tu ti sentissi offesa da queste mie affermazioni, ma se è vero che tu sola sei responsabile delle tue scelte, non dovresti sentirti assolutamente in difficoltà: sei più che maggiorenne, sapevi quello che facevi, nessuno (mi auguro!) ti avrà costretta, quindi...
Se però vuoi continuare a negare, fai pure; non è assolutamente importante per me.
Quello che è importante invece è aver ascoltato con le mie orecchie i motivi per cui lui rimane con me, e sono tutt'altro che idilliaci, ti assicuro.
Quello che si può rimproverare a me è la mia "miopia", non essermi accorta negli anni del suo disagio (gravissimo ed imperdonabile errore, che ci ha portato proprio dove siamo ora) e l'aver dato troppa importanza a lui, soffocando anche i miei bisogni e le mie esigenze (in questo decisamente sì, hai ragione tu: sono stata proprio stupida e poco intelligente, ma ho confuso l'"amore" con l'essere sottomessa).
Riguardo a quella che tu, giustamente, chiami una "piazzata", che dire?
Ho sbagliato, ma credimi, nei "programmi" volevo andar via senza farmi vedere, tornare a casa e aspettare che mi dicesse con chi aveva corso (chissà... forse mi avrebbe detto la verità... forse no... non lo sapremo mai); poi non ce l'ho fatta e sono addirittura tornata indietro, perchè, se non lo sai (forse hai avuto la fortuna di non provarlo mai), fanno tanto male le bugie, soprattutto quando sai già la verità (vedi l'episodio di domenica mattina).
Vedi, la differenza fra me e il tuo amico è sostanziale: quando io sbaglio, lo riconosco, lui no, mai successo.

Ultima precisazione: un uomo corretto con la sua compagna non si comporta come lui.
Se sceglie la convivenza con lei, rispetta la sua donna, con tutto quel che ne consegue (hai idea di che cosa significhi la parola "rispetto"?).
Se decide che ne ha piene le scatole, se ne esce con onore e sceglie di fare la sua vita.
Tutto sommato... amici più di prima.

La mia famiglia (gente semplice, contadini...) mi ha insegnato pochi, ma sani principi: dire la verità, essere onesti e trasparenti, leali nei confronti degli amici, la famiglia come un punto di forza, ma soprattutto saper portare in fondo gli impegni presi, con convinzione, anche se può costare molto in termini di sacrificio... ma anche, quando vengono meno le motivazioni, apertamente parlarne e trovare insieme nuove soluzioni.
Può essere vero: non ho tanti amici, come sembra averne lui; passo il mio tempo in casa, ma la mia scelta di farmi una famiglia non la rinnegherò MAI: è la cosa più bella che ho, la mia ricchezza, la mia forza e ogni giorno mi ripaga in soddisfazioni e gioia di tutti i sacrifici che ho fatto (e ti giuro, i sacrifici sembrano così pochi, quando guardo i miei figli!).
Gli amici (pochi, dirà lui) sono però fidati: non li ho mai delusi e so che posso contarci, in qualunque momento, per qualunque cosa; non sono semplici compagni con cui passare qualche ora... Non so quante persone possano dire altrettanto.
E forse, anche in questo campo, faresti meglio a non dare a cuor leggero troppi giudizi sulle persone, specialmente quando non le conosci molto bene, e a non fidarti di quello che ti viene riportato dagli altri.
2008/2/11

giovedì 7 febbraio: l'"agguato"

Giovedì 7 febbraio ho toccato il fondo.
 
Come si fa a diventare una persona diversa da quello che siamo sempre stati, da quello che tu hai sempre ritenuto giusto e diventare proprio quello che hai sempre detestato negli altri?
Può succedere quando si è travolti da uno tsunami... niente di più facile, se la tua vita è stravolta da qualcosa di talmente grande e sconvolgente che tutti i parametri, tutti i tuoi valori risultano sconvolti e stravolti.
 
Dopo l'episodio di domenica scorsa (la telefonata ascoltata a insaputa di mio marito), le giornate si sono susseguite abbastanza serene, fino al pomeriggio di giovedì 7 febbraio, quando Lui è andato di nuovo ad allenarsi.
Prima che uscisse, la domanda di rito: "Con chi sarai?... e lei ci sarà?".
Ovvia, scontata la risposta: "Probabilmente con Gianfranco... di lei non so nulla, non l'ho sentita".
E io, col sorriso sulle labbra: "Lo sai, potrei fare un controllino...".
 
Così faccio; alle 19 e 30 esco e vado sul viale dove si allenano Lui e i suoi amici.
Li vedo da lontano, perchè lei, bionda com'è, spicca anche al buio; l'amico non c'è, ci sono loro due che corrono soli soletti.
 
Mi apposto (ahimè, proprio così: il mio è stato proprio un appostamento in piena regola, nascosta dietro un albero, seduta su una panchina nella semi-oscurità) e aspetto che loro, terminato il loro allenamento, mi passino davanti.
Il cuore mi batte all'impazzata: "che faccio? mi alzo e mi faccio vedere? che dico? sarò calma o mi farò prendere dalla rabbia?"; alla fine decido di non farmi vedere, di farli passare davanti a me e di osservare il loro comportamento mentre vanno verso casa (se insieme o ognuno per i fatti propri).
 
Eccoli.
Si fermano.
Lui apre il lucchetto della bici, lei trotterella ancora un po', a corsetta, avanti e indietro.
Si parlano, ma non capisco se si stanno salutando o se anche lei ha smesso di correre.
Io mi sento stremata, il cuore sembra che voglia scoppiare; non sono capace a fare queste cose, decido di cambiare programma, perchè mi accorgo di non farcela ad aspettare che loro mi "sfilino" davanti.
Mi muovo.
Vado verso la macchina e parto.
A questo punto mi accorgo che mio marito ha riconosciuto l'auto e si muove verso la strada e io realizzo che non sono io a dovermi nascondere, a scappare, ma loro, così mi fermo, posteggio e torno indietro a piedi, rabbiosa come non mai.
Se avessi avuto il fisico di Schwarzenegger penso che gli avrei tirato un cazzotto in bocca, di certo.
Lei fa per avvicinarsi, mi saluta.
Io non le rispondo, parlo con Lui e gli dico che sono stufa delle sue continue bugie, dopodichè risalgo in auto e me ne vado.
 
A casa, gli dico che non mi va di parlare: Lui vorrebbe riaffrontare l'argomento, ma io non gli do corda.
Punto e basta.
 
La mattina dopo, cerco di telefonare alla bionda.
Mi risponde con un sms: "Ma come... ieri sera non hai nemmeno risposto al mio saluto e stamani mi vuoi parlare per telefono?".
Cominciamo con gli sms, botta-e-risposta, uno dietro l'altro; di nuovo (come nel colloquio con lei agli inizi di novembre) mi spiega come è mio marito, mi da consigli, mi critica perchè gli sto troppo addosso e gli faccio troppe domande, alla fine mi svela il motivo per cui correvano insieme solo loro due: Gianfranco ha avuto un impedimento, lei era sola perchè il suo amico era in ritardo pazzesco... nulla di preventivato e di prevedibile, insomma!
In più, aggiunge una "chicca": anche la domenica era successo così, si erano incontrati per caso alla gara su per i monti, avevano corso per un pezzetto insieme, tutto casuale, tutto senza mettersi daccordo...
 
Eh, no!!!
 
Mio sms: "Ok, vedo che vi siete messi daccordo, tu e mio marito. Peccato però che io vi ho visto: ero fuori e mi siete passati davanti in macchina, al ritorno".
Lei: "Io non mi metto daccordo con nessuno, ma solo con me stessa".
Io: "Peccato però che io vi ho visto... allora spiegami perchè tu e mio marito mi avete dato la stessa versione dei fatti".
Più nessuna risposta, più nessun sms.
 
Il pomeriggio stesso, sconvolta da quello che avevo visto il giorno prima e da questi sms, le invio una mail dove, senza tanti complimenti e giri di parole, le riassumo tutti i fatti che sono successi negli ultimi due anni (cioè da quando si sono cominciati a frequentare): le incongruenze nei comportamenti e nelle risposte di Lui, il suo nuovo conto in banca, le "parole in tedesco", la bici sotto casa, le botte, lo sputo in faccia, le agenzie immobiliari, la confessione della fine di qualunque forma di sentimenti nei miei confronti, l'ammissione sincera e ripetuta dei suoi incontri con lei, la descrizione minuziosa dei loro rapporti... che altro?
 
Nessuna risposta.
 
Ufficialmente mio marito non sa nulla; nulla mi ha detto nè degli sms nè della mail, ma io sono sicurissima che si sono sentiti e lei gli ha raccontato tutto.
... e tremo al pensiero di che cosa stia meditando Lui, nel frattempo, e di che cosa possa succedere nei prossimi giorni.
2008/2/7

compleanno del marito

Febbraio: è il mese del compleanno del maritino...
Gli faccio il regalo con una settimana di anticipo: un cellulare.
Al lavoro, gli hanno dato un numero di telefono aziendale, ma non aveva il cellulare per poterlo attivare.
 
Intanto gli sms e le telefonate fra lui e la bionda continuano (alle 8,03, alle 8,06, alle 8,10, al massimo alle 8,30... tutti i giorni, per darle il BG: buongiorno!), continuano gli allenamenti insieme, anche le corse domenicali.
 
Domenica scorsa: 25 km fra salite e discese, sotto la pioggia (aveva piovuto anche tutto il sabato e la notte, così per terra c'era un pantano indescrivibile ed il percorso era scivoloso da far paura, ma lui va lo stesso, anche se non gli servirà a nulla, visto che fra una settimana dovrà fermarsi per forza, per un intervento al ginocchio).
Figuriamoci se lei non c'è: queste piccole gare locali se le fa tutte...
Figuriamoci se non approfitta della macchina di questi tre uomini, tutti e tre scodinzolanti, persi dietro alle sue grazie...
La mattina di domenica passa, un minuto dietro l'altro, un'ora dopo l'altra; si fa tardi, ma io non mi preooccupo, perchè so che non c'è un orario preciso per il ritorno: è la "sua" mattina, il "suo" svago.
Mi preoccupo, quando vedo (era in modalità "silenziosa") il cellulare nuovo di mio marito che chiama dal telefono del suo amico: dal momento che non mi chiama mai e data l'ora, ho subito pensato che si fosse "sfracellato" il ginocchio...
Invece mi dice che sono sulla strada del ritorno, a pochi km, riportano il primo compagno a casa e poi arrivano.
Ok, va bene... lo sento "spippolare" per chiudere la telefonata, faccio altrettanto anch'io, ma tutti e due non conosciamo i cellulari (lui sta usando quello dell'amico, io uno nuovo del marito) e non ci riesce chiudere.
... e allora, perchè non approfittare? ...la moglie stronza e bastarda che fa?
Resta in ascolto, fregandosene se all'amico costerà un occhio questa telefonata...
Dopo poco, ecco la vocetta della bionda!
Avevamo dei dubbi? Certo che no!
Sono rimasta in ascolto, SOLO per averne conferma e per avere la certezza che, al momento in cui lo avrei chiesto al marito, lui mi stava dicendo l'ennesima bugia.
 
Torna tutto motoso fino al ginocchio, anche i guanti sporchi di fango, perchè ha dovuto rialzare da terra lei, che è scivolata proprio davanti ai suoi occhi.
Povera cocchina!
 
La domenica passa, tranquilla.
Una volta a letto, in completa calma, gli chiedo se lei c'era, se si sono visti; mi dice che hanno corso per un bel po' insieme, ma perchè si sono incontrati casualmente... forse lei è andata lì con la sua auto, forse con altri amici...
 
E' una sorpresa? Me ne meraviglio? No, me lo aspettavo, lo sapevo già che mi avrebbe detto la solita balla.
 
Un paio di giorni dopo, incontro due nostri carissimi amici (ci conosciamo da trentanni, con mio marito ancora da prima) e gli spiattello tutta la verità sul mio matrimonio; ad un certo punto, pensavo che lui (soprattutto lui, grandissimo amico di mio marito, fino dai tempi delle scuole medie) si mettesse a piangere.
 
Ho un enorme bisogno di parlare, di raccontare a tutto il mondo quello che mi sta succedendo.
Non è sempre stato così: prima dovevo nascondere a tutti i costi le giornate no, i momenti tristi, le discussioni in casa... ora sono un vulcano in eruzione e devo assolutamente buttare fuori quello che mi sta facendo soffocare.