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日志


2009/3/20

Allistante - Emergency

 
Allistante
Notiziario di Emergency
 
 
 
Sabato 21 marzo, 2009 alle ore 21,30 RaiNews24 mandera' in onda il
film di Emergency "Domani torno a casa" di Paolo Santolini e Fabrizio
Lazzaretti.

Un afgano di sette anni incappato in una mina e un quindicenne
sudanese aggredito da una grave malattia cardiaca. Due esistenze in
attesa come tante di restare narrazioni interrotte. L'ostinazione
contro la guerra e la miseria puo' trasformare in storie e in futuro
questi abbozzi incompiuti di vita. A dire come sia percorribile il
passaggio dalla disperazione al domani.

Il film - prodotto da Rai Cinema e Magnolia - e' stato presentato come
Evento Collaterale alla 65. Mostra Internazionale d'Arte
Cinematografica di Venezia.


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"Domani torno a casa"
Sabato 21 marzo, 2009 alle ore 21,30 RaiNews24

Dove vederlo:

DTT: canale numero 16
SAT: Sky numero 506 - Hotbird 8 (13.0E) 11804.00 V, 27500

Streaming:
http://www.rai.tv/mplivetv/0,,LiveTv%5E16,00.html




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http://www.allistante.it
2009/3/16

Week-end a Siviglia

 
 
 
Ultimo week-end di Febbraio a Siviglia.
 
 
Carissimi, oggi vi racconterò come ho trascorso uno straordinario fine settimana a Siviglia e spero che tutti voi, se non avete già avuto il piacere e la fortuna di andarci, possiate visitare questa stupenda città quanto prima: io ne sono rimasta affascinata e rapita.
 
In realtà si è trattato di più di un fine settimana: siamo partiti il sabato prestissimo e siamo tornati il martedì successivo all'ora di pranzo.
 
Partiti dopo giorni di pioggia battente e di freddo tagliente, siamo arrivati in una città splendente di sole e allietata da un clima mite, che non si può descrivere: la temperatura all'ora di pranzo è arrivata a 25°, neanche una nuvolina in cielo, neanche una bava di vento... macchè primavera... era già estate!!!
Meno male che avevo messo in valigia, spinta da un ottimismo irrefrenabile, un paio di magliette a mezze maniche, così ho evitato di squagliarmi completamente.
Che città! Che colori!
Complice anche la dolcezza del clima (che ti fa vedere tutto più bello!), ci siamo trovati di fronte palazzi imponenti, di un'architettura ricchissima di particolari arabeggianti e coloratissimi, trine di marmi policromi e piastrelle bianche, gialle, azzurre che formavano mosaici incredibili.
Le stradine dei rioni più antichi, fresche e riparate dal sole, avevano terrazzi con balaustre di ferro battuto meravigliose, intrecci fitti di fiori e motivi geometrici di ineguagliabile fantasia e creatività.
E poi la Cattedrale... col maestoso campanile: la Giralda.
Sorta dove era una moschea, le sue dimensioni sono gigantesche e all'interno c'è una tale ricchezza di dipinti, statue, archi, colonne, mosaici, transetti scolpiti nel legno, vetrate policrome... che dire? ... uno spettacolo!
Il panorama che si gode dall'alto della Giralda comprende l'intera città; da lassù si apprezzano le architetture più varie, i giardini di cui la città è ricca, il corso del Guadalquivir e ancor di più le dimensioni dellla cattedrale sottostante, imponente e smisurata.
E poi, come non parlare della Plaza de Toros?
Obbligatoria la visita al museo, con i trofei e la celebrazione della tauromachia, importantissima e talmente sentita da tutta la popolazione, quasi facesse parte di un rito religioso.
Per finire, cena con spettacolo! Flamenco!!!
Sono rimasta colpita e affascinata da questa cultura e da questo ballo, caldo, sensuale e molto forte, dal ritmo trascinante e sanguigno, al punto che mi piacerebbe tanto imparare...
 
E infine, il ritorno, reso meno amaro dal fatto che nel frattempo anche da noi era smesso di piovere e non abbiamo ritrovato l'inverno pieno che avevamo lasciato, ma una temperatura un po' meno rigida di quella che ci aveva salutato al momento di salire sull'aereo alla partenza.
 
Non siamo riusciti a vedere tutto, purtroppo, ma io sono contenta forse ancor di più: questo sarà un motivo che mi spingerà a tornarci quanto prima.  
2009/3/12

Nascondino (autore anonimo)

 
 
NASCONDINO
(autore anonimo)
 
 

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini.
Quando la Noia si fu presentata per la terza volta, la Pazzia, come sempre un po' folle propose:
"Giochiamo a nascondino!"
L'Interesse alzò un sopracciglio e la Curiosità senza potersi contenere chiese:
"A nascondino? Di che si tratta?"
"E' un gioco, - spiegò la Pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000.000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco."
L'Entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'Euforia. L'Allegria fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e persino l'Apatia alla quale non interessava mai niente... Però non tutti vollero partecipare.
La Verità preferì non nascondersi. Perché, se poi alla fine tutti la scoprono?
La Superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi.
"Uno, due, tre..." - comincio a contare la Pazzia.
La prima a nascondersi fu la Pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La Fede volò in cielo e l'Invidia si nascose all'ombra del Trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell'albero più alto.
La Generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la Bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la Timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la Voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la Libertà. Cosi la Generosità finì per nascondersi in un raggio di sole.
L'Egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per se'.
La Menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non è vero, si nascose dietro l'arcobaleno).
La Passione e il Desiderio al centro dei vulcani. L'Oblio...non mi ricordo...dove?
Quando la Pazzia arrivo a contare 999999 l'Amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi poiché li trovava tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori.
"Un milione!" - contò la Pazzia. E comincio a cercare.
La prima a comparire fu la Pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la Fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la Passione e il Desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'Invidia e poté dedurre dove fosse il Trionfo. L'Egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe.
Dopo tanto camminare, la Pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la Bellezza.
Con il Dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi.
Alla fine trovò un po' tutti: il Talento nell'erba fresca, l'Angoscia in una grotta buia, la Menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'Oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino.
Solo l'Amore non le appariva da nessuna parte.
La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'Amore...! La Pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida.
Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'Amore è cieco e la Pazzia sempre lo accompagna.